La Festa delle Marie, giunto quest’anno alla quattordicesima edizione sotto la sapiente guida del regista veneziano Bruno Tosi, si è confermato uno degli appuntamenti più attesi del Carnevale Veneziano, un’iniziativa di Venezia Marketing & Eventi. Segno di un indistinguibile amore per la tradizione nutrito sia dai veneziani che dai “foresti”, il corteo che porta queste splendide fanciulle da San Pietro di Castello fino a Piazza San Marco (dodici marie, due damigelle d’onore e sei damigelle di corteo) per essere presentate al pubblico, celebra infatti il ricordo delle giovani spose rapite dai pirati istriani nel 948, proprio nel giorno del loro matrimonio, poi liberate dalla flotta guidata dal Doge Pietro Candiano III presso le acque di Caorle.
Il successo che ha accompagnato l’evento in questi ultimi anni – che apre e chiude letteralmente la kermesse carnevalesca – ha un sapore maggiore rispetto alle ultimi edizioni: il maltempo che ha imperversato su tutta la penisola italiana e che ha minacciato in più occasioni la buona riuscita di tutte le manifestazioni legate al momento più atteso della città lagunare, non è riuscito a fermare l’entusiasmo del pubblico che ha sfidato le temperature sotto lo zero per vedere coi propri occhi le partecipanti di quest’anno.
Due le occasioni “pubbliche”, per veneziani e non, di vederle dal vivo: la prima il sabato di apertura, la seconda il martedì grasso con la presentazione ufficiale in Piazza San Marco della Maria dell’Anno e la Maria dei Lettori del Gazzettino, media sponsor dell’evento.
Le vincitrici sono state: Marta Finotto, studentessa diciannovenne di Musile di Piave, come Maria dell’Anno; Rossella Seppa, studentessa diciannovenne dell’isola della Giudecca, Maria dei Lettori.
L’emozione palpabile nello sguardo di Marta, fresca vincitrice con lo splendido abito uscito dall’Atelier Nicolao, e di tutte le altre ragazze non hanno impedito loro di mostrarsi fiere e sicure di sé agli occhi del pubblico numeroso. L’istrionico Principe Maurice, autentico padrone di casa sotto le vesti della “maschera italiana” del Casanova, ha invece dato la propria “benedizione” sulla vincitrice, stabilendo un legame indissolubile con la città di Venezia.
E la vittoria del Carnevale Veneziano, grazie anche all’appuntamento firmato Bruno Tosi, è il segno evidente che la ricerca della tradizione più genuina non tramonta mai e non conosce ostacoli, rappresentati quest’anno da un’ondata di maltempo più che eccezionale.
di Alberto Goattin

















